L'origine della Confraternita del Purgatorio di Ostuni, secondo la ricostruzione degli studiosi locali Dino Ciccarese e Gaetano Ghionda, è riconducibile all'istituzione del Monte dei Suffragi del Purgatorio (o Pio Monte dei Morti) presso la Cattedrale della città di Ostuni, menzionato per la prima volta nella conclusione capitolare del 15 agosto 1646.
Il 10 novembre 1649 il vescovo Fabio Magnisio ne conferma l'erezione canonica e le "Costituttioni seu Regole del Monte delli Suffragi del santo Purgatorio".
Nel 1655 ottiene anche l'aggregazione all'Arciconfraternita delle Anime del Purgatorio di Roma.
Accresciuta la consistenza e moltiplicatesi le funzioni di suffragio nella Cattedrale, il Pio Monte divenne di impedimento alle funzioni capitolari a tal punto da indurre monsignor Bisanzio Filo ad ordinare al sodalizio di costruirsi una chiesa propria. A tal scopo provvidenziale fu la donazione di tutto il suolo nei pressi della piazza del Moro nel borgo "La Terra" di Ostuni ad opera di Francesco Antonio Ayroldi nel 1722.
Il 28 aprile 1722 fu posta la prima pietra per la costruzione della chiesa del Purgatorio interamente a spese del Pio Monte. È a questo punto che inizia a comparire la denominazione di Confraternita del Purgatorio per la quale viene costruito presso la nuova chiesa un oratorio. Tale confraternita (della quale non è rintracciabile l'atto di fondazione) viene menzionata per la prima volta in un contratto per un appalto del 1731 stipulato dalla confraternita stessa, ed in seguito in una visita pastorale del 1750 ad opera del vescovo Scoppa.
La Regal Confraternita delle Anime del Purgatorio beneficia nel 1777 del regio assenso alle sue regole in cui si dichiara che fine della congrega è "il promuovere la gloria di Dio, il vantaggio spirituale dei fratelli e l'esercizio della cristiana pietà, specialmente verso delle Anime Sante del Purgatorio".
Al 1826-27 è ascrivibile la controversia giudiziaria con la Confraternita del Carmine per contrasti sull'uso di talune insegne nelle sacre funzioni ed i documenti di questo periodo testimoniano gravi contrazioni nel numero dei confratelli e difficoltà gestionali.
Un inventario del 1830 fornisce interessanti riferimenti sugli stemmi adottati dal sodalizio, si registrano infatti: "16 mezzetti di percalla nera, foderati di tela di canapa con numero sedici di figurine descriventi la morte, stemma della confraternita, una figurina descrivente un'anima purgante nelle fiamme del Purgatorio, altro stemma della confraternita, situata in mezzo al confalone".
Ai primi del '900 sono anche ascrivibili i primi dissapori con la Chiesa del Purgatorio che lamenta la presenza ingombrante, ad esempio, di alcuni banchi pertinenti alla confraternita; al fondo della disputa c'è la convinzione da parte della confraternita di un diritto di proprietà sulla chiesa.
La confraternita risulta tuttora attiva e fortemente radicata nel territorio.
- Testo tratto dal sito "SIUSA - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche".
- Foto tratte dalla pagina facebook "Confraternita del Purgatorio Ostuni".


